
Esperienza, competenza qualità e passione al servizio dello sport. Andrea Capobianco, fresco vincitore della medaglia di bronzo agli europei che si sono svolti in Grecia alla guida della nazionale italiana femminile, manifestazione nella quale è stato eletto miglior allenatore, docente di pallacanestro e di psicologia dello sport presso l’Università degli Studi del Molise, sarà uno dei relatori del Quarto Clinic Città di Campobasso dal titolo “Competizione e stato emotivo: gestire le Proprie Emozioni’. Un evento organizzato dal Cus Molise con il patrocinio della Regione Molise e la collaborazione dell’Università degli Studi del Molise. “E’ un grande orgoglio poter partecipare a questo evento – argomenta il coach – ringrazio il Cus Molise, il professor Germano Guerra, Marco Sanginario il presidente Rivellino per aver pensato a me. Poter relazionare in un convegno di grandissima qualità, insieme a persone di spiccata esperienza mi rende felice. Dico sempre che un allenatore ha il compito di far rendere al massimo i propri giocatori e le proprie giocatrici ma per farlo deve essere una persona colta. E tavole rotonde come quella organizzata dal Cus Molise non può far altro che accrescere il livello di preparazione di chi vi prende parte, sia come relatore che come partecipante. Chi promuove lo sport sia dal punto di vista pratico che formativo, merita grande riconoscenza e tanti complimenti. Si pensa che per fare sport bastano due porte e un pallone oppure due canestri e una palla ma dietro ad un gesto tecnico c’è tanto lavoro e tanta formazione. Mi auguro – prosegue il coach dell’Italbasket – che siano tanti gli studenti che interverranno perché per loro è un momento importante di confronto anche in prospettiva futura”.
Il pensiero di Capobianco si sposta poi sul tema della tavola rotonda, quelle emozioni che ha vissuto e allo stesso tempo regalato a più riprese nella sua carriera e in particolare ai recenti europei in Grecia. “Le emozioni sono il cuore pulsante di tutto ciò che facciamo – spiega – sia nello sport che nella vita di tutti i giorni. Sta a noi incanalarle nella maniera giusta e renderle compagne di viaggio positive in modo tale che ci permettano di superare anche i nostri limiti. Se questo non avviene le emozioni possono anche crearci dei problemi”
Riavvolgendo il nastro, nella recente competizione continentale è arrivata una medaglia di bronzo dal sapore speciale ma il metallo poteva anche essere più pregiato. “E’ assolutamente tutto vero ma bisogna essere orgogliosi di queste ragazze e di quello che hanno fatto – spiega il cittì – ce la siamo giocata alla pari con le campionesse in carica. A loro va soltanto detto grazie per ciò che sono riuscite a mettere in campo”.